Dal Conservatorio ai palchi calcati insieme a giganti della musica italiana, il viaggio di Rob d'Elia è una continua esplorazione sonora che unisce tecnica, istinto e pura emozione. Il cantautore e polistrumentista pugliese torna sulle scene con "Un Mondo Nuovo", il nuovo singolo in uscita il 2 ottobre 2026 che anticipa il suo prossimo e attesissimo progetto discografico per Matilde Dischi. In questa intervista per Spettakolare, l'artista ci apre le porte del suo mondo interiore, raccontando come un momento di profondo dolore personale si sia trasformato in un luminoso inno alla speranza e svelandoci le ispirazioni, i ricordi e i sogni che animano il suo eclettico universo musicale.
Dal Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari ai palchi condivisi con Afterhours e Caparezza: ci spieghi un po’ com’è nata e si è evoluta la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica è nata sin da piccolo, sognavo di suonare la chitarra come Marty Mcfly di Ritorno al Futuro e provavo a riprodurre il solo con una vecchia Hofner di mio padre, poi crescendo è diventata passione, poi un vero e proprio studio e poi un lavoro che ho amato sopra ogni cosa che mi ha dato tante soddisfazioni, ma sono pronto a farne tante altre portando in giro questo progetto, non ho ancora un nome per il nuovo album o forse si? Ho qualche idea.
Essendo un polistrumentista diplomato in Musica Jazz e appassionato di blues e rock, qual è il tuo primo ricordo assoluto legato alla musica?
Il primo ricordo legato alla musica è quello di mio padre che suonava la chitarra a casa, ho un ricordo misto a malinconia e tenerezza, ricordo che mi suonava “carissimo pinocchio” prima di addormentarmi, quando era a casa, perché essendo un marittimo spesso lavorava fuori per tanti mesi prima di rientrare. Ho anche un ricordo chiaro, quando al ritorno da un mio giorno di scuola elementare, entrai in casa e trovai una nuova chitarra classica che aveva acquistato da un negozio storico di Molfetta.
Nel tuo percorso hai esplorato tante sfumature sonore. Oggi, qual è la tua personalissima definizione di musica?
Si ho esplorato tante sfumature, sono stato affascinato dal rock, dai grandi guitar hero come Satriani e Steve Vai, poi dai bluesman come BB King o SRV, ho amato e band come Nirvana, Alice in Chains (che sono stato il mio grande amore) e Foo Fighters, adesso quello che amo di più è provare a trasmettere emozioni e tentare sempre di emozionarmi cantando le mie canzoni, cerco di fare del mio meglio, spero di riuscirci in questo nuovo lavoro.
Ispirandoti a giganti come Jimi Hendrix, John Mayer o i Nirvana, quali sono i cantanti e gli artisti che hanno maggiormente influenzato la tua direzione cantautorale?
La mia direzione come cantautore è legata alla storia dei grandi come Bob Dylan ed anche ai più moderni come James Bay, artista che amo particolarmente, il mondo della chitarra acustica mi ha sempre affascinato, amo il blues, ed in alcuni brani come “Tutto quello che ho”, un brano del nuovo disco, ho cercato di ricreare un suono ed una scrittura vicina a quella delle work songs degli schiavi neri nei campi di cotone, in questi canti i lavoratori intonavano strofe in cui speravano nella morte dei loro aguzzini, è proprio in quei luoghi che è nato il blues, nel dolore di quegli uomini e donne strappati dalle loro terre e costretti a lavorare per i bianchi.
Nel corso della tua carriera hai già collaborato con artisti e musicisti affermati come Cesare Chiodo, Maurizio Campo e il produttore Gianni Pollex. Con chi ti piacerebbe duettare o collaborare in futuro?
in futuro mi piacerebbe duettare con Jared Leto (Thirty Seconds to Mars) o James Bay, artisti davvero diversi tra loro, ma simili su certi aspetti, so che sarà quasi impossibile, ma chi lo sa, di entrambi amo le voci, estremamente particolari, intime e feroci allo stesso tempo. In generale, oltre alla scrittura, sono affascinato dalle voci maschili espressive ma allo stesso tempo vigorose.
Parliamo del tuo ultimo singolo "Un Mondo Nuovo", che anticipa il tuo nuovo album per Matilde Dischi. Come è nata l’idea per questo brano nato in un periodo personale complesso?
Si, Un Mondo Nuovo è nata durante un periodo molto complesso della mia esistenza, stavo affrontando una rottura molto dolorosa ed avevo una necessità impellente di spingere questo dolore verso una direzione di redenzione, come solo la musica può fare, ho sentito la voglia di scrivere un pezzo che parlasse di speranza, che fosse un fascio di luce nelle tenebre, ed è così che è nata la canzone, il cui testo, l’ho scritto insieme al mio amico autore Beppe Calvi.
Oltre all'uscita in radio di questo singolo il 2 ottobre 2026, c'è qualche novità sul tuo prossimo disco o sui tuoi progetti che vuoi condividere in anteprima con i nostri lettori?
Ci sono tante belle canzoni in questo nuovo disco che non vedo l’ora di farvi ascoltare, è davvero un disco molto eclettico, davvero un melting pot di stili ed emozioni che ovviamente riflettono il mio back ground da musicista ed artista che ha vissuto di contaminazioni sonore.

