Muoversi con la leggerezza e la mutevolezza delle nuvole per dare voce alle emozioni più complesse: è questa la cifra stilistica di Nùvo. Dagli ascolti dell'infanzia alla pubblicazione di “Resto io” — tassello conclusivo di una trilogia sentimentale intima e catartica —, l'artista si svela in un viaggio a cuore aperto tra identità dance-pop, sogni di collaborazioni inaspettate e un'importante anticipazione sul suo prossimo traguardo.
Non credo ci sia stato un momento preciso. Penso che la musica sia entrata nella mia vita in maniera totalmente naturale, mi sono semplicemente accorto che ne avevo bisogno.
Da piccolo ascoltavo le canzoni dei cartoni animati e anche quelle che i miei genitori mettevano in auto, soprattutto canzoni degli anni 60/80, e anche se di queste non comprendevo esattamente ogni significato riuscivo comunque a percepire quello che trasmettevano. Crescendo ho capito che potevo fare la stessa cosa: trasformare in musica emozioni che, nella vita di tutti i giorni, facevo fatica a raccontare.
Il nome Nùvo suggerisce leggerezza, movimento e cambiamento continuo, ma anche la capacità di osservare le cose dall'alto. Se dovessi dare una tua personale definizione di musica oggi, quale sarebbe?
Per me la musica è libertà. È uno spazio in cui posso essere completamente me stesso, senza dover necessariamente trovare una spiegazione a tutto.
Mi piace pensare che la musica sia un po' come una nuvola: cambia continuamente forma, attraversa posti diversi e non rimane mai esattamente la stessa.
Oggi la definirei un modo per fermare qualcosa, un’ emozione, un ricordo, una persona. Attraverso una canzone puoi rendere eterno anche qualcosa che nella vita è durato pochissimo.
Quali artisti hanno segnato davvero la tua formazione e hanno lasciato un'impronta riconoscibile nel modo in cui scrivi e interpreti?
Ho sempre cercato di ascoltare un po' di tutto anche se crescendo la dance l ha fatta da padrona. Mi affascinano soprattutto gli artisti che riescono a costruire un'identità riconoscibile senza rinunciare a sperimentare.
Nella scrittura mi colpisce chi riesce a raccontare qualcosa di estremamente personale facendoti avere la sensazione che stia parlando proprio di te.
Credo che le influenze più importanti arrivino proprio dal mondo della dance, artisti come Alexia, David Guetta, Robert Miles o anche più pop come Charlie Puth e Justin Timberlake.
Se potessi scegliere un artista della scena contemporanea (italiana o internazionale) per condividere lo studio e un brano, verso quale mondo sonoro andresti a parare?
Mi piacerebbe collaborare con qualcuno che abbia un universo musicale apparentemente lontano dal mio.
Trovo molto più interessante l’incontro tra due identità differenti rispetto a una collaborazione in cui tutto è già prevedibile. Credo che in un caso simile potrebbe nascere qualcosa di veramente interessante e sperimentale. Per un tale esperimento credo che sceglierei i ragazzi de Il Volo, voci fantastiche con uno stile che , a fondersi con il mio universo, credo potrebbe portare a qualcosa di unico. Se invece dovessi scegliere un artista più vicino a me sceglierei Alexia, per il suo mix tra dance e pop.
Dietro al tuo nuovo brano c’è un'esigenza molto forte e palpabile. Ricordi l’istante o l’immagine esatta da cui è scaturita la prima bozza di testo o melodia?
“Resto io” è nata in modo del tutto naturale, è l ultimo puzzle del concept dei 3 battiti, è il brano che riassume tutto, dove sono arrivato e cosa ho imparato nel mio percorso sentimentale fino ad oggi, è stato il secondo brano a prendere vita a livello di scrittura , subito dopo “Tra le mie felpe, ancora prima di “Sale”, sentivo l esigenza di raccontare dov’ ero giunto dalla fine della mia storia d’ amore e cosa avevo capito dopo un sentimento che mi aveva letteralmente prosciugato.
Tra nuovi singoli, live e sessioni in studio, c’è uno spoiler o una novità che puoi svelare in anteprima ai lettori di Spettakolare?
Posso dire che sto attraversando una fase in cui sento una grande voglia di sperimentare!
Mi interessa costruire un percorso in cui ogni canzone aggiunga qualcosa alla precedente, vorrei che chi mi ascolta potesse crescere insieme a me e riconoscere un filo conduttore anche nei cambiamenti.
Per gli spoiler veri e propri, posso dire che sto preparando un brano per candidarmi alle selezioni per poter rappresentare San Marino all’Eurovision.

