Passione, mondanità e nostalgia: un racconto intimo tra icone musicali, libertà espressiva e il nuovo singolo

 


Un'analisi profonda che esplora la filosofia del "vizio di vivere" e il valore terapeutico ed energetico della musica. Attraverso le pagine di Spettakolare, la band riflette sui grandi punti di riferimento internazionali e italiani che ne hanno plasmato lo stile, sulle collaborazioni ideali e sui progetti futuri orientati alla sperimentazione.

Com’è nata la vostra passione per la musica e quali ricordi conservate delle prime esperienze live a Londra?

La musica è sempre stata centrale nel mio percorso. Sono Vincenzo Tocco, cantante, pianista e compositore dei The Vice. Le esperienze a Londra, in locali come The Blues Kitchen e The Spice Of Life, mi hanno insegnato a vivere la musica dal vivo con libertà e a sperimentare tra generi diversi. Nel 2021, a Milano, il progetto ha trovato la sua formazione definitiva.

Qual è il vostro primo ricordo musicale indelebile?

Più che un singolo ricordo, ci hanno segnato artisti come David Bowie, i Queen e Raffaella Carrà. Ci ispirano la loro personalità, la libertà artistica e la capacità di trasformare la musica in uno spettacolo coinvolgente. Sono qualità che cerchiamo di portare anche nel nostro progetto.

Come definireste la vostra idea di musica e il “Vizio di vivere”?

Per noi la musica è un modo di vivere le esperienze. Il “Vizio di vivere” significa lasciarsi coinvolgere da passioni, incontri, divertimento e sentimenti. Raccontiamo sia la mondanità sia la nostalgia delle relazioni, cercando di far ballare le persone senza rinunciare alle emozioni.

Quali icone musicali hanno influenzato maggiormente il vostro percorso?

David Bowie per la libertà artistica, i Queen per la teatralità, Giorgio Moroder per il groove disco e Raffaella Carrà per energia e ironia. Ci ispirano anche Lady Gaga, Dua Lipa ed Elton John. Amiamo contaminare questi mondi senza imitare nessuno, cercando un linguaggio che ci rappresenti.

Con quale Big vi piacerebbe collaborare o duettare?

Sarebbe bellissimo collaborare con Dua Lipa, per il suo modo contemporaneo di reinterpretare la disco, o con Lady Gaga, per la sua libertà espressiva. Raffaella Carrà rimane un riferimento speciale per noi. Ci piacerebbe soprattutto incontrare un’artista aperto alla sperimentazione e capace di creare qualcosa di inaspettato insieme a noi.

Come è nato “Iodio”, il vostro nuovo singolo per Matilde Dischi?

“Iodio” è nato all’alba, sulla spiaggia di Valencia, dopo una notte insonne trascorsa con FabioZ in attesa di un volo per Tenerife. Guardando il mare, ho immaginato una notte di passione già diventata nostalgia e ho scritto il testo. A Tenerife abbiamo completato il brano in circa dieci giorni, lavorando con un computer e una tastiera a noleggio. Musicalmente abbiamo unito funky, disco e house a una componente romantica e malinconica. Anche la copertina nasce da quel momento: FabioZ mi ha fotografato mentre scrivevo il testo.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Siamo concentrati sulla promozione di “Iodio” e sulla scrittura di nuovi brani. Ci piacerebbe pubblicare in futuro un EP o un album, continuando a sperimentare tra disco, house, pop e indie-rock. Vogliamo anche portare la nostra musica in nuovi contesti live: abbiamo in serbo un’esperienza fuori dagli schemi che speriamo di poter svelare presto.

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