Un'analisi
profonda che esplora il valore terapeutico e aggregativo dell'arte sonora nel
panorama contemporaneo. Attraverso le pagine di Spettakolare, l'artista
riflette sulle proprie radici musicali, sulle influenze internazionali che
plasmano la sua identità e sui progetti futuri orientati alla sensibilità
sociale.
Ci
spieghi un po’ com’è nata la passione per la musica e qual è il tuo primo
ricordo legato all'emozione del canto?
Fin da
bambino ho avuto la passione per il canto, tanto è vero che volevo partecipare
alle selezioni dello Zecchino d’Oro all’Antoniano di Bologna; mi piaceva
cantare le canzoni dell’epoca: parenti e amici mi davano nomignoli come
“radiolina” o nomi di artisti famosi. Questa passione l’ho poi accantonata
seguendo un percorso diverso, ma si è ripresentata in età adulta quando ho
studiato tecnica vocale da un vocal coach personalizzato, che ha apprezzato le
mie qualità e mi ha stimolato ad andare avanti.
Qual
è il tuo primo ricordo o momento di svolta che ha dato il via alla tua
formazione e al tuo ingresso ufficiale nella scena musicale un anno fa?
Nell’Ottobre
del 2025 ho partecipato al TMF (tour music fest) e mi sono esibito alla Live
Audition, presentando il brano di Tiromancino “Amore impossibile”, ottenendo
quasi il massimo del punteggio sia come qualità di’ interpretazione sia come
tecnica vocale.
Qual
è la tua definizione personale di musica, intesa come autentica fonte generatrice
di benessere psicofisico e di riflessione sociale?
Per me la
musica è come intraprendere un viaggio in un’altra dimensione, capace di
rigenerare e portare benessere a chiunque, non riuscirei ad immaginarmi un
mondo senza musica! Con la musica si possono trasmettere molti messaggi di
riflessione sociale, come inclusione sociale contro ogni forma di
discriminazione, proposta e presentazione di nuovi outfit, lotta contro ogni
forma di isolamento sociale, favorire la socializzazione in un’era digitale in
cui i rapporti sociali sono virtuali.
Quali
sono i cantanti e le band, da Alessandra Amoroso e Robbie Williams agli
Smashing Pumpkins, i The Verve e i brani di Eros Ramazzotti, che hanno
maggiormente influenzato il tuo stile pop-rock?
Di cantanti
molti tra cui Radiohead, Red Hot Chili Peppers, Backstreet boy, Elton John; tra
i brani di Eros ci metterei “L’uomo che guardava le nuvole”, “Piccola pietra”;
“Cose della vita”, “Un angelo disteso al sole”; “Un’altra te”, “Se bastasse una
canzone”, “Stella gemella”, “Fuoco nel fuoco”, “I Belong to You”, “Un’emozione
per非常”; “Yo sin
ti”.
Con
quale artista italiano o internazionale ti piacerebbe collaborare o duettare un
giorno per unire le vostre voci in un progetto emozionante?
Immagino
possibili featuring con artisti come Nek, Renga, Carone, Carmen Consoli, Marco
Mengoni, Marco Masini, Francesco Gabbani, Irama, Annalisa, Michele Bravi,
Fiorella Mannoia, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Piero Pelu’; in particolare,
come artista italiano Alessandra Amoroso e come artista internazionale Sting.
Parliamo
del tuo ultimo singolo "Play": come è nata l’idea di questo brano
scritto insieme a Fabio Vaccaro per Rosso al Tramonto ed edito da Il Branco
Publishing?
Play l’ho
scelto perché metaforicamente e anche a livello etimologico vuol dire
“schiacciare un tasto”, mettere energia, rompere un qualcosa di statico per
renderlo dinamico con la musica; dal singolo emerge positività perché cantando
mi distacco temporaneamente dal mondo esterno. Nella stesura a quattro mani
Fabio è stato prezioso e fondamentale, perché ha saputo cogliere da subito
questo aspetto della mia personalità.
Qualche
novità o progetto che vuoi condividere, in anteprima, con i nostri lettori?
Al momento
sto scrivendo in altri brani, che toccano varie tematiche attuali, come il
disagio giovanile, il mondo del lavoro, il rapporto con la famiglia, i viaggi;
ma è tutto in divenire, anche perché ai testi vanno abbinate musiche e
arrangiamenti e spesso gli stessi testi subiscono modifiche e integrazioni;
insomma c’è da lavorarci su!

