Il giovane cantautore romano presenta l'EP "Storie d'annate", tra collaborazioni internazionali, contrasti generazionali e un sound sospeso tra anni '80 e pop moderno.
C’è una scintilla precoce che attraversa l'arte di Pete Jersey, partita dai primi studi musicali a Roma e alimentata da miti intramontabili come Michael Jackson, Freddie Mercury ed Elvis. Con l’EP d'esordio Storie d’annate, realizzato a quattro mani con Marco Iacobini e arricchito da collaborazioni internazionali di assoluto prestigio come Joel Taylor e Stuart Hamm nel brano My Dream Is Over, il giovane artista mette a punto una formula sonora ambiziosa e internazionale. Al centro del progetto e del singolo radiofonico Splendida c'è un contrasto magnetico: l'energia ritmica di stampo moroderiano fa da contrappunto alla disillusione verso le relazioni virtuali e l'idealizzazione dell'altro. In questa intervista esclusiva per Spettakolare, Pete Jersey si racconta senza filtri, tra memorie d'infanzia, sogni di grandi duetti e la voglia irrefrenabile di portare il suo show dal vivo.
Sei giovanissimo ma hai iniziato prestissimo a studiare strumenti armonici come chitarra e pianoforte prima ancora di approcciare il canto: c’è stata una scintilla precisa nella tua infanzia a Roma che ti ha fatto capire che la musica sarebbe stata la tua strada maestra?
Sembrerà strano perché per trovare la propria strada ci vogliono tempo ed esperienza, ma un progetto musicale in tenera età scolastica mi ha acceso una scintilla che ancora arde e mi fa dire che "canticchiare" non doveva essere un semplice bisogno da esternare, ma una missione per vivere facendo ciò che amo e con cui spero di poter aiutare il mondo ad elevare il proprio spirito e la propria consapevolezza.
Qual è la prima immagine o canzone della tua memoria — magari legata ai primi ascolti in casa o alla folgorazione per icone come Michael Jackson — che porti ancora dentro di te?
Ricordo di un poster appeso nella mia cameretta quando ero molto piccolo. Raffigurava Michael Jackson, che sembrava guardare direttamente nei tuoi occhi, e la cosa bella è che ancora non lo conoscevo, non avevo realizzato chi fosse. Aldilà di questo episodio profetizzante, il pianoforte che avevamo in casa è un'immagine potentissima : vederlo venire portato via di casa prima ancora che imparassi ad usarlo, forse, mi ha dato il bisogno di riconciliarmi con la musica man mano che crescevo.
Nei tuoi brani affronti temi delicati come le dipendenze affettive, le ferite del passato e il bisogno di contatto umano in un'era ultra-digitale: oggi, che valore e che definizione daresti alla musica nella tua vita quotidiana?
La musica per me ha un'essenza catartica. È come un'identità con cui sono in simbiosi; tramite essa creo domande e cerco risposte, come una coscienza collettiva in continuo sviluppo.
Nel tuo DNA sonoro convivono l'eredità anni '80, le grandi produzioni alla Giorgio Moroder, il pop contemporaneo di The Weeknd e la melodia italiana: quali cantanti hanno forgiato maggiormente la tua identità artistica?
Il trio che mi ha sempre appassionato è Michael Jackson, Freddie Mercury ed Elvis, ma per quanto riguarda l'identità artistica mi avete rubato le parole di bocca. Le sfumature sonore hanno molto a che fare con Giorgio Moroder, Michael Jackson e di conseguenza artisti contemporanei che richiamano quell'atmosfera.
Per l'EP hai collaborato con Marco Iacobini e nomi internazionali del calibro di Joel Taylor e Stuart Hamm in "My Dream Is Over": guardando al panorama contemporaneo, sia italiano che internazionale, con chi sogneresti di collaborare o duettare?
Nel panorama italiano sarebbe incredibile pensare di poter duettare con artisti come Marco Mengoni o Tiziano Ferro, o di avere l'onore di una chitarra di Alex Britti in un mio brano, visto che è uno strumento spesso presente. In quello internazionale, mi sentirei al settimo cielo se duettassi con artisti come The Weeknd o Lady Gaga.
Insieme all'EP "Storie d'annate" lanci in radio "Splendida", un pezzo brillante ma disilluso sull'idealizzazione della persona sbagliata: com'è nata l'idea per questo brano e per il suo contrasto tra testo amaro e sound incalzante?
Affezionarsi e idealizzare l'mmagine apparente delle persone, specialmente tramite il mondo virtuale, è il nuovo modo di vivere della nostra generazione ed era un frammento di storia molto importante da inserire. Una parte di me affronta le situazioni spiacevoli con un pizzico d'ironia o autoironia, da qui sorge il contrasto fra testo amaro ed un bpm accattivante ed energico.
Ora che l'EP è finalmente fuori e disponibile al pubblico, quali sono le prossime novità o anteprime che vuoi condividere con i lettori?
Voglio anticipare che ho intenzione di espandere il mio mondo in qualcosa di più grande e raggiungere nuove circostanze per divulgare il mio progetto e portarlo anche dal vivo. Non vedo l'ora di finire con i piccoli passi e di iniziare a correre sempre più veloce. Senza fretta, ma senza sosta.

