Froyd: «La chitarra è il mio rifugio. Con “Icaro” denuncio la trappola del burnout»


Tra grandi miti della sei corde, sogni di collaborare con Verdena e Wepro, e le ali spezzate della società moderna, l’artista si racconta a Spettakolare. Dalla folgorazione infantile sulle note graffianti dei Linkin Park ai dischi rock, blues e folk ascoltati insieme al padre, la chitarra è stata per Froyd il primo, vero strumento per decifrare il mondo. Oggi, il musicista milanese mette a frutto un bagaglio che spazia dai grandi maestri come Jimi Hendrix e David Gilmour fino alle contaminazioni moderne di Deftones e Massive Attack, dando voce a un alternative rock potente, viscerale e senza sconti. Con il nuovo singolo Icaro, Froyd usa la celebre metafora delle ali di cera per accendere un faro sulla piaga del burnout e su una frenesia collettiva che logora la salute psicofisica. In questa intervista esclusiva per Spettakolare, il cantautore analizza le proprie radici musicali, guarda con ammirazione a realtà della scena italiana come Verdena e Wepro, e anticipa il nuovo EP di dicembre insieme a un autunno fitto di date dal vivo.

Ci spieghi com'è nato il tuo legame con la musica e come la chitarra è diventata il tuo principale strumento di espressione?
La mia passione per la musica è nata fin da piccolo tra le mura di casa mia. Mio padre mi ha sempre fatto ascoltare dischi di musica rock blues e folk. La chitarra era lo strumento che mi suscitava più emozioni, finché a 10 anni ho deciso di imbracciare lo strumento per poi frequentare una scuola di musica di Milano dove ho potuto affinare la tecnica e lo studio in generale. Crescendo ho ascoltato e sperimentato tanti generi musicali diversi: il rock fin dal principio, poi blues, folk, Metal e più avanti ho scoperto anche l’R&B e la Bossa Nova. Dunque nella mia musica con la chitarra cerco di portare tutte queste influenze.

Qual è il tuo primo ricordo nitido legato a una canzone, a uno strumento o a una nota che ti è rimasta addosso?
Quando ho ascoltato per la prima volta Numb dei Linkin Park e ho provato a suonarla, ancora in maniera naif e grezza, ma con tantissima energia e passione.

Se dovessi dare la tua personale definizione di musica in una sola frase, quale sarebbe?
Vita, rifugio, fuga dalla realtà piatta di tutti i giorni, o meglio una rielaborazione della realtà stessa cogliendone gli aspetti veri, autentici e vitali.

Guardando alle tue radici rock, alternative e blues, quali cantanti o musicisti hanno influenzato maggiormente la tua identità e il tuo timbro?
Dal punto di vista chitarristi sicuramente leggende come Hendrix, Page, Gilmour. Invece per quanto riguarda le influenze del mio nuovo Ep, i Kaleo, Deftones e Massive Attack.

Nel panorama contemporaneo, con quale artista o musicista ti piacerebbe condividere un palco o incrociare le tue chitarre in una collaborazione?
Purtroppo in Italia della nuova generazione ci sono pochi artisti simili a me, o meglio simili a quello che propongo io. Mi piacerebbe molto conoscere e magari aprire un live a Wepro, un cantautore rock di Roma fortissimo. Un gruppo italiano che per me rimane leggendario e con cui mi piacerebbe in futuro collaborare sono i Verdena.

Parliamo del tuo ultimo singolo "Icaro": da dove è scaturita l'idea di usare la metafora delle ali di cera per raccontare la frenesia e il logorio della vita moderna?
Qualche anno fa ho vissuto un periodo davvero cupo e complicato. Ho veramente rasentato il famoso burnout. Conosco tante altre persone che hanno vissuto o stanno vivendo questa situazione. Dunque sentivo il bisogno di denunciare questa condizione terribile e la figura mitologica di Icaro mi sembrava perfetta. Infatti oggi prevale una mentalità malsana che ci spinge a superare sempre i nostri limiti fino a consumare la nostra salute psicofisica.

Qualche novità che vuoi condividere, in anteprima, con i lettori di Spettakolare sui tuoi prossimi progetti?
A Dicembre uscirà il nuovo Ep caratterizzato sempre da questo parallelismo tra mito e problematiche reali e quotidiane. Le sonorità saranno alternative rock ed elettroniche principalmente. Come live parteciperò all’open mic di Ultrasuoni a Milano giovedì 15 ottobre, domenica 18 alla finale di SaronnoFamosi al Teatro Giuditta Pasta di Saronno e il 6 novembre ci sarà un concerto integrale al Rab di Milano. Sicuramente seguiranno tanti altri live da qui a fine anno anche per celebrare per bene l’Ep.

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