Dalla radio sempre accesa ad Avellino ai primi passi a
Roma, il cantautore classe 2004 si racconta a Spettakolare in occasione
dell'uscita del suo nuovo singolo. Tra radici classiche, urgenza pop e il
bisogno viscerale di connessioni umane autentiche, Tato ci svela la sua poetica
e i sogni per il futuro.
La radio sempre
accesa in casa ad Avellino a scandire le giornate: ci spieghi come questa
colonna sonora quotidiana ha fatto nascere e maturare la tua passione per la
musica?
Innanzitutto un
saluto a tutti, è un piacere rispondere alla vostre domande! Sono cresciuto con
la radio sempre accesa in casa, fin dai miei primi giorni di vita. Spesso, in
quei pochi momenti in cui era spenta mi sentivo perso, come se mancasse
qualcosa, avevo un bisogno viscerale di avere la musica che accompagnasse ogni
attimo della mia giornata. Da qui nasce questa mia grande passione, maturata
poi tramite lo studio del pianoforte e l’attività corale fin da molto piccolo.
Hai iniziato a studiare pianoforte a soli 5
anni. Qual è in assoluto il tuo primo ricordo cosciente legato alla musica?
Il primo ricordo
cosciente che ho risale alle prime lezioni di pianoforte. Ricordo la gioia con
cui affrontavo quelle giornate, era una spinta in più, un modo per divertirmi e
rilassarmi nello stesso tempo!
Nelle tue canzoni cerchi di trasformare le
ombre e le complessità del presente in qualcosa di salvifico. Qual è oggi la
tua personale definizione di "musica"?
Per me la musica è
un modo per affrontare le difficoltà del presente rendendole esplicite nei miei
testi. Questo consente a me stesso di far fluire i pensieri e, al contempo, può
essere di supporto per qualcun altro.
Sei un cantautore
classe 2004 che unisce la formazione classica a un'esigenza pop e moderna.
Quali sono i cantanti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso e la
tua crescita vocale?
Mi ispiro molto sia
al cantautorato italiano sia alla musica internazionale, da Lucio Dalla a
Claudio Baglioni, da Michael Jackson ad Ed Sheeran. Nel panorama italiano
odierno mi piacciono molto cantautori come Alfa, Mr.Rain e Ultimo che, come me,
sentono l’urgenza di portare la propria vita nei loro brani!
Ora che sei nel
pieno della tua crescita artistica a Roma e collabori con realtà come Matilde
Dischi, con quale artista della scena italiana contemporanea ti piacerebbe
collaborare o fare un duetto?
Ad oggi mi
piacerebbe molto collaborare con Alfa, lo vedo molto simile a me sia per i
testi che per le melodie che caratterizzano i suoi brani!
Parliamo del tuo
ultimo singolo "Vuoti digitali": hai dichiarato che vorresti che
l'anima si riempisse di contatti umani e non telefonici, di dialoghi intensi e
non di sterili messaggi. Quanto è difficile oggi per un ragazzo della tua età
difendere l'autenticità dei legami reali dalla superficialità del web?
Difficile si,
impossibile no. Bisogna aver chiaro che i contatti online sono destinati ad
essere brevi ed effimeri perché i soggetti interessati non condividono
esperienze nella loro vita reale.
Sappiamo che
questo è solo l'inizio di un disegno più grande. C'è qualche novità o
anticipazione sui prossimi brani in uscita che ti va di condividere con i
lettori di Spettakolare?
Posso anticiparvi
che nei prossimi mesi pubblicherò altri singoli, per il momento non posso dirvi
altro per cui vi consiglio di rimanere sintonizzati sulla mia musica. Stay
tuned!

