Dario Distasi: "La mia musica? Un ponte tra tecnica e la ricerca della felicità"


Con il nuovo singolo "Forever", Dario Distasi ci trasporta in una dimensione dove il tempo sembra fermarsi. Fortemente influenzato dal songwriting internazionale e con un background da compositore di colonne sonore, l'artista si mette a nudo raccontando il suo legame viscerale con la lingua inglese, l'amore per il riff elettrico e il sogno di "incrociare le chitarre" con i grandi miti del rock mondiale.
 
Com’è nata la tua necessità di scrivere in inglese e come l'esperienza nel Regno Unito ha plasmato la tua identità artistica?
Quella di scrivere in inglese è stata una scelta naturale. Sin da piccolo mi sono innamorato insieme della musica e delle lingue, iniziando con l'inglese, per poi proseguire Anna diceva linguistico e all'università e negli studi successivi, mantenendo sempre un legame con la lingua. Questo è stato rafforzato dal fatto che ho sempre principalmente ascoltato musica d’oltreceano o d'oltremanica.
L'esperienza nel Regno Unito è quella che mi ha dato la convinzione di voler essere un artista solista, mostri che ha rafforzarmi dal punto di vista della personalità e farmi fare tanta esperienza.
 
Il brano parla di un momento così vivo da voler diventare presente. Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica che porti con te "per sempre"?
 L'ascolto di un riff di chitarra elettrica. Ero un bambino e sino ad allora devo essere stato abituato a suoni più “puliti”, per così dire. Era un brano di Bryan Adams, da quel momento ho deciso che sarei stato un chitarrista.
 
Hai scritto colonne sonore per docufilm e vanti una formazione accademica d'eccellenza. Cos’è per te la musica: pura tecnica o un mezzo per rispondere alla domanda "riusciremo mai a essere felici come quella volta?"
Assolutamente la seconda. Ho seguito la tecnica, l'essere esecutore per molti anni, per poi capire che era arrivato il momento in liberarmi da tutto ciò ed utilizzare ciò che sapevo per esprimermi.
 
In "Forever" duetti con una vocalist di Nashville dal tono dolce e tipicamente americano. Con quale altro artista internazionale ti piacerebbe incrociare le chitarre in futuro?
 Dave Matthews, che è un mio idolo da una vita. Amo il suo songwriting ed è stato una grande influenza su di me.
 
Com’è nata l’idea di unire chitarre acustiche fresche a loop di elettronica vintage per raccontare un amore sfiorato ma mai rimasto nel tempo?
Ho voluto proprio trasportare l'aspetto temporale di questa storia sul piano sonoro. In modo ideale per farlo è stato utilizzare dei contrasti forti. Quello tra la chitarra acustica, cristallina ma suonata in modo percussivo e moderno, è un loop elettronico porta indietro a qualche decennio fa. Volevo che ogni aspetto della canzone ne fosse rappresentativo. È stato un lavoro di ricerca ma anche molto di concetto.
 
Sappiamo che punti molto alla dimensione cinematografica della tua musica. C'è qualche progetto per il grande o piccolo schermo di cui puoi darci un piccolo spoiler?
La dimensione del cinematografica è presente in tutto quello che faccio, tant'è che alle volte definisco il mio modo di scrivere come la stesura di dei piccoli copioni. Sarei felicissimo di tornare a scrivere musica per film e spero accada presto.

Tags

#buttons=(Accetta!) #days=(20)

Questo sito utilizza i cookie di google per migliorare la tua esperienza di navigazione, rilevare e contrastare eventuali abusi ... " Per saperne di più
Accept !