Chinò e il mare: l’arte di abbandonarsi alle onde tra post-rock e bellezza




Cosa succede quando il cantautorato incontra lo stoner, l'IDM e il post-rock? Nascono i Chinò e il mare, un collettivo che ha fatto dell’imprevedibilità la propria bussola. Nati nei salotti di casa e cresciuti tra il rumore della sala prove e il calore dei primi live, i membri della band ci raccontano la genesi del loro progetto. Dal nuovo singolo "Noir" alla collaborazione con Maionese Project, un viaggio musicale che rifugge l'intrattenimento fine a se stesso per cercare una connessione autentica con chi ascolta.

Com’è nata l’esigenza di unirvi sotto il nome di "Chinò e il Mare"? È stato un incontro casuale o una ricerca mirata di sonorità affini?
Ci siamo incontrati nella vita prima come amici. Venivamo da esperienze musicali completamente diverse: il cantautorato, la idm, lo stoner, il post rock. Ci ha unito la voglia di coltivare un progetto musicale, di scrivere canzoni, di alzare il volume in sala prove. Era imprevedibile prima che succedesse, ma abbiamo trovato il modo di fare dialogare i nostri mondi musicali semplicemente suonando e lasciandoci andare.

Qual è il ricordo collettivo più forte legato ai vostri inizi? Quel momento in cui avete capito che "funzionava"?
Se pensiamo al nostro inizio ci vengono in mente le serate nei salotti delle nostre case, quando ci dimenticavamo del tempo che passava concentrati a fare uscire al meglio un’idea di canzone. Lo facevamo semplicemente perché ci faceva stare bene e questo approccio fa parte ancora di noi. 
Abbiamo capito che funzionava dagli occhi del pubblico nei primi live, dai loro “grazie”.

Se doveste definire la vostra musica come se fosse una ricetta o un elemento naturale, cosa non potrebbe mai mancare?
Il mare, è per questo che portiamo il nostro nome. E tutti i significati a cui può rimandare la sensazione di abbandonarsi alle onde. 

Essendo una band, ognuno porta con sé un bagaglio diverso. Quali sono i pilastri musicali che mettono d'accordo tutti i membri del gruppo?
Non sappiamo rispondere facilmente a questa domanda e questo lascia già intuire come siamo. Siamo d’accordo sui Verdena, sugli Alt J, su quanto suonano bene le tracce dei Moderat e di Aphex Twin, sulla musica dei Radiohead. Sulle ipocrisie del sistema musicale.
Ci tiene insieme l’idea che la musica ha senso quando condivide bellezza, non quando solamente intrattiene. Ci tiene insieme la voglia di condividere quell’occasione così rara di guardarsi negli occhi con più persone e navigare insieme che è la musica dal vivo.

Se aveste la possibilità di aprire il concerto di un grande artista (italiano o internazionale), chi scegliereste per affinità elettiva?
Un sogno da realizzare per noi è quello di aprire concerti per artisti come Iosonouncane o Andrea Laszlo De Simone, pensando solo al panorama italiano.

Parliamo del vostro ultimo singolo. Come si svolge solitamente il vostro processo creativo? Nasce prima un testo, un giro di basso o un'intuizione collettiva in sala prove?
Ogni canzone è sempre un’avventura diversa. Per tutte le nostre canzoni nasce prima la musica e il testo prende sostanza in un secondo momento per vestire l’intuizione di una linea melodica. 
Noir è nata in un’improvvisazione su un giro di basso che Ludwig compone sul momento. E’ stato magico sentire che per tutti e tre si era acceso subito qualcosa. È come se fosse stata la canzone a venire a trovarci e noi l’abbiamo subito afferrata, seguendo l’istinto e accendendo immediatamente il registratore. 

Cosa bolle in pentola nella cucina di "Chinò e il Mare"? C'è un tour, un album o una collaborazione inaspettata che potete accennarci in anteprima?
Con Noir abbiamo inaugurato un percorso di produzioni in studio, di collaborazioni con altre/i artiste/i e tecniche/i che amiamo personalmente e artisticamente.
Nei prossimi mesi pubblicheremo diversi singoli con il sostegno e la collaborazione della label Maionese project. Ci sembra più adeguato dare spazio e valore ad una canzone per volta. Stiamo producendo ed esplorando suoni per altre canzoni che abbiamo già scritto e che completeremo a breve per condividerle.
Non siamo più soli nelle numerose attività che servono per ampliare la voce di una band emergente e non vediamo l’ora di vedere dove questo viaggio ci porterà.
Cercate il nostro nome sui social e sulle piattaforme digitali per sapere dove incontrarci. Presto porteremo la nostra musica in città dove ancora non siamo stati.
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