Dai primi tasti di un pianoforte nell'infanzia fino alle sperimentazioni digitali della produzione moderna, il percorso di Cardo è un'evoluzione continua guidata da un'unica bussola: la musica come linguaggio di liberazione ed elevazione. Sebbene si senta ancora all'inizio del suo viaggio, l'artista dimostra una maturità espressiva che affonda le radici in esperienze travolgenti, come il live dei Mötley Crüe, e nell'ammirazione per giganti come Michael Jackson.
In questa intervista per Spettakolare, Cardo ci apre le porte del suo mondo creativo, raccontandoci come il nuovo singolo "Altrove" sia nato da un impulso quasi magico. Per lui, le canzoni sono entità già scritte che attendono solo il giusto canale per prendere forma; un canale che oggi si nutre di influenze disparate per creare un ponte tra il cantautorato e le sonorità del futuro.
Cardo, ci spieghi un po’ com’è nata la tua passione per la musica e come si è evoluta fino a portarti a questa maturità espressiva?
La mia passione per la musica nasce grazie al pianoforte. Si evolve attraverso la produzione sul computer, grazie alla quale mi si è aperto un mondo. Personalmente, mi sento ancora all’inizio.
Qual è il tuo primo ricordo d'infanzia o adolescenza legato alla musica? Quel momento in cui hai capito che le canzoni sarebbero state la tua bussola?
Il primo ricordo di infanzia è un corso di pianoforte. C’è poi il concerto dei Mötley Crüe a Milano nel 2012, fu un’esperienza travolgente. Il momento in cui ho realizzato l’importanza e la profonda connessione che mi lega a questa arte però accade più tardi, verso i 20 anni.
Oggi, dopo aver scritto e prodotto diversi brani, qual è la tua personale definizione di musica?
Per me la musica è un linguaggio che uso per esprimermi, liberarmi, elevarmi e divertirmi.
Il tuo stile unisce la profondità del cantautorato a sonorità moderne. Quali sono i cantanti o i compositori che hanno maggiormente influenzato il tuo modo di intendere la melodia?
Difficile rispondere, da sempre ascolto i generi più disparati, la mia musica è quindi una mescolanza di influenze diverse. L’artista che però metto sul podio è Michael Jackson.
"Altrove" è un brano che invita al viaggio. Con quale artista contemporaneo ti piacerebbe collaborare o duettare per esplorare nuovi orizzonti sonori?
Nella dimensione di “Altrove” mi piacerebbe incontrare Battiato.
Parliamo del tuo ultimo singolo: com’è nata l’idea di mettere in musica questo desiderio di fuga o di ricerca che leggiamo nel testo di "Altrove"?
Non saprei spiegarlo, è qualcosa che accade intuitivamente e velocemente dentro di me. Ho sempre pensato che le canzoni siano già scritte da qualche parte, noi artisti siamo solo il canale attraverso il quale possono prendere forma.
Sei in una fase molto creativa della tua carriera. Qualche novità o anticipazione che vuoi condividere con i lettori di Spettakolare riguardo ai tuoi prossimi passi?
Per ora ho in progetto dei singoli.

