“Resto qui”, Sasà V: restare come atto di fedeltà a sé stessi


È un brano che parla di attese, di silenzi che pesano e di emozioni che chiedono tempo
“Resto qui”, il nuovo singolo di Sasà V, si muove su un terreno intimo e profondamente umano. Una canzone che non cerca risposte immediate, ma accoglie la complessità dei sentimenti e la fragilità dei legami, lasciando spazio a ciò che resta anche quando tutto sembra essersi fermato.

Con una scrittura delicata e sincera, Sasà V racconta il significato del “restare” come scelta consapevole: restare dentro le emozioni, dentro i ricordi, dentro quella luce sottile che continua a brillare anche nelle assenze. “Resto qui” è una sorta di lettera aperta, un dialogo silenzioso con chi è stato importante e continua a vivere nella memoria e nel cuore.

In questa intervista per Spettakolare, l’artista si racconta senza filtri, riflettendo sul valore dell’attesa, sulla speranza che resiste nei momenti più bui e su ciò che desidera lasciare all’ascoltatore dopo l’ultimo ascolto. Uno sguardo autentico sul presente e sul futuro di un percorso artistico che mette al centro la sincerità emotiva e la libertà di sperimentare.

Dopo aver scritto “Resto qui”, cosa significa oggi per te restare?
Oggi restare significa accettare le proprie emozioni e prendersi il tempo per comprenderle. Non è solo aspettare qualcuno o qualcosa, ma scegliere di vivere pienamente anche nei silenzi e nelle assenze, senza forzare i tempi. Restare è un modo per essere fedeli a se stessi e a ciò che si è vissuto.

C’è ancora “un po’ di luce fra di noi”, come canti nel brano?
Sì, credo di sì. Anche nei momenti più bui, resta sempre uno spazio di speranza, di ricordi e di affetto che non svanisce del tutto. Quella luce non è sempre evidente, ma è ciò che ci permette di continuare a sentire, a ricordare e, a modo nostro, a restare.

Se questa canzone fosse una lettera, a chi sarebbe indirizzata?
Se “Resto qui” fosse una lettera, sarebbe indirizzata a chi è stato importante nella mia vita, a chi ho amato o con cui ho condiviso un legame profondo, anche se oggi non c’è più. È una lettera a chi resta nei ricordi, nei silenzi e nei pensieri, e a chi continua a vivere dentro di me, anche nell’assenza

Cosa ti auguri che resti all’ascoltatore dopo l’ultimo ascolto?
Mi auguro che resti la sensazione di non essere soli, di sentirsi compresi. Che resti la consapevolezza che anche le emozioni più difficili hanno un senso e che prendersi il proprio tempo non è sbagliato. Se dopo l’ultimo ascolto rimane anche solo un pò di luce o di pace, allora la canzone ha fatto il suo lavoro

Qual è il prossimo passo del tuo percorso dopo “Resto qui”?
Direi che il prossimo passo del mio percorso, dopo “Resto qui”, è continuare a scrivere con sincerità e sperimentare nuove sonorità. In realtà mi piacerebbe tantissimo fare un brano reggae ispirato al reggae italiano di Loredana Bertè, che già negli anni 70 ha portato questo genere nel nostro repertorio con “…E la luna bussò”
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