Lucky Galioso: il futuro ha un’anima Vintage


Lucky Galioso non teme i confronti. Con un percorso che unisce radici napoletane e influenze venezuelane, ha scelto di debuttare con un’operazione audace: trasportare "Certe notti" di Ligabue in un’atmosfera fumosa da club d'altri tempi. Tra vinili, passione per il jazz e l'uso innovativo dell'IA, Lucky ci racconta la sua musica come un gioco serio, capace di abbattere le barriere temporali.

Il tuo percorso è affascinante, tra Napoli e il Venezuela. Come definiresti il tuo approccio "senza barriere" alla musica? 
Le barriere oggi non dovrebbero più esistere. Il mio approccio nasce da una passione lontana: da bambino a casa nostra c'era sempre una radio accesa con tanta buona musica. È stato un ottimo inizio per quello che definirei un azzardo della mia vita.

Hai scelto di celebrare i trent'anni di "Certe notti" con una veste sonora anni '30. Perché questo salto temporale? 
Il significato del testo è senza tempo e non cambia in questa versione. Questo brano è un'icona per chi vive la notte "sin dai tempi". Era sprecato limitarlo a un solo periodo storico, così abbiamo voluto immaginarlo interpretato in quel curioso spazio temporale, vestendolo adeguatamente.

Che tipo di reazione speri di suscitare in chi ascolta questo classico in versione vintage? 
Spero di suscitare curiosità. L'idea è di riascoltare un brano storico con un pizzico di ironia, immaginando come le "certe notti" siano sempre esistite in ogni epoca.

Come si inserisce un progetto di "innovazione del passato" nella scena indipendente attuale? 
Forse non si inserirà proprio, ma questo dipende dai programmatori radiofonici che potrebbero proporre prodotti diversi per "riaccordare gli strumenti". Per me la musica è gioco e divertimento, e trovo divertente giocare con le note dei classici.
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